Capitolo decimo – Dieci anni di solitudine

Copertina D'amore e d'ombra


“Devo andare via di qui”, aveva detto Sanae decisa, lo sguardo fisso sulle lontane luci del porto.
Aveva bisogno di pensare e doveva farlo in uno spazio il più possibile vuoto, non in quella casa piena di gente, in cui Tsubasa poteva piombare da un momento all’altro.
“Ma dove?”, aggiunse quasi tra sé.
Taro Misaki, senza una parola, le tese le chiavi di casa sua.
“Non verrà mai a cercarti lì”, disse con un sorriso.
Sanae lo guardò stupita.
“Io andrò da mio padre”, aggiunse subito Taro.
Era rientrato alla perfezione nel suo ruolo ed era disposto a dormire sotto un ponte, pur di saperla tranquilla e felice.
“Come farò con i bambini?”, pensò Sanae ad alta voce.
La preoccupava non poco l’idea di fare tutto da sola, senza l’aiuto della madre, che, peraltro, era l’ultima persona che voleva con sé. Ci mancava solo che dovesse darle delle spiegazioni.
“Verrò ad aiutarti ogni giorno”, replicò deciso Taro. E di nuovo tese le chiavi.
Sanae pensò che accettare l’offerta di Taro sarebbe stata la cosa meno saggia che potesse fare.
Ma saggezza sarebbe stato andarsene subito il giorno prima, quando lui le aveva confessato i suoi sentimenti.
Era stata saggia per troppi anni.
L’unico modo per capire che cosa stava succedendo era dare uno strattone alla realtà.
Guardò Taro negli occhi e aprì la mano…

O

 

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