Capitolo undicesimo – Il tramonto in una tazza

Copertina D'amore e d'ombra


Tsubasa si sentiva come convalescente dopo una lunga malattia. Le forze gli stavano lentamente ritornando, ma il morale era più a terra che mai.
Ishizaki lo trascinò fino al campo di calcio comunale, dove giocavano da ragazzi, per fare due tiri. Col pallone tra i piedi, il soccer prodigy si sentì subito meglio.
Giocarono tutto il pomeriggio, incuranti del caldo, concentrati solo sul pallone, in una sfida uno contro uno, come ai tempi della scuola elementare.
Mentre il sole stava per tramontare, si sedettero sul campo, per asciugarsi il sudore.
“Ishizaki, volevo chiederti…”
Ishizaki si voltò di scatto. Erano giorni che non gli rivolgeva la parola, se non per bofonchiare un no a qualsiasi cosa.
“Com’era Sanae, quando io non c’ero?”
“Triste”, rispose laconico Ishizaki.
“No, non intendevo quando ero in Brasile”, precisò Tsubasa, “Intendevo prima che io arrivassi. Tu la conosci fin dalla scuola d’infanzia, no?”
Ishizaki lo guardò perplesso.
“Dovresti saperlo. Terribile. Una peste. Una lingua che tagliava il fuoco. L’unica in grado di tenere testa a Wakabayashi. Un vulcano sempre pronto ad esplodere.”…

O

 

È DISPONIBILE SUL SITO L’UNDICESIMO CAPITOLO DI “D’AMORE E D’OMBRA“!

Se vuoi leggere tutto di seguito, vai all’indice.

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