Capitolo quattordicesimo – L’aurora dalle dita di rosa

Copertina D'amore e d'ombra


Il cielo era di un’oscurità profonda, come il colore dell’inchiostro di quercia. La stessa immagine che formava il primo kanji del nome Sanae.
La campanella di vetro tintinnò timidamente alla brezza che precede il sorgere del sole.
La prima luce del giorno colorò di azzurro la stanza.
Sanae trattenne il respiro. Era quel momento incantato in cui, tra giorno e notte, traspare una luce rosea.
L’ora blu è passata, pensò.
Le dita rosate dell’aurora aprirono con tocco leggero le porte del cielo.
La soglia è attraversata, pensò ancora Sanae, ora non ci sarà ritorno.
Guardò Taro, che, immerso nel suo abbraccio, dormiva profondamente, per la prima volta dopo tanto tempo.
Gli sfiorò il volto con la punta delle dita.
Taro socchiuse gli occhi e la vide che gli sorgeva davanti, come la luce rosea del primo mattino.
Era la prima volta che si svegliavano l’uno accanto all’altra.
Lei gli sorrise, gli occhi scuri come l’inchiostro, e si chinò su di lui per baciarlo.
La stanza, improvvisamente, fu immersa in un’atmosfera dorata.
Bella come la luna e terribile come la nazionale del Brasile, pensò Taro con un sorriso….

O

 

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Se vuoi leggere tutto di seguito, vai all’indice.

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