Capitolo venticinquesimo – La finestra sul Pacifico

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“Arriveranno tra poco”, disse la baby sitter, “Li aspetti pure in salotto”.
L’uomo entrò con passo esitante, mentre la ragazza si precipitava nella stanza dei bambini, per evitare che Hayate pranzasse a base di gerani sconditi.
L’ospite girò imbarazzato lo sguardo nella stanza. L’occhio del pittore notò un quadro, appeso bene in vista sulla parete.
Il disegno ritraeva tre figure addormentate. Dai semplici tratti trasparivano con chiarezza l’amore e la meraviglia dell’autore davanti ai suoi modelli.
Il quadro riscaldava la stanza, facendone il cuore della casa…

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Capitolo ventiquattresimo – La cosa più bella sulla nera terra

Copertina D'amore e d'ombra


Azumi Hayakawa mise stancamente gli ultimi vestiti in valigia.
Aveva ancora negli occhi l’immagine di Sanae Nakazawa e Taro Misaki che si baciavano nel Camp Nou gremito, incuranti dei flash dei fotografi e dello sguardo delle telecamere.
Sembrava quasi che non aspettassero altro che farsi vedere dal mondo, insofferenti dell’ombra a cui erano stati costretti per mesi.
In fondo, l’intervista aveva fatto loro un favore, pensò la giornalista.
A quella inquadratura, in sala stampa, si era scatenato il putiferio…

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Capitolo ventitreesimo – Vincitori e vinti

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“Ed è gooooooooool!!!!!!!!!!!!!!!!!”, gridò l’altoparlante, mentre la metà dello stadio vestita di bandiere blu esplodeva in un fragoroso boato.
Segnare per primi al Camp Nou era una scossa di adrenalina.
Taro Misaki, appena liberatosi dall’abbraccio dei suoi compagni di squadra, fece quello che tutti si aspettavano, ovvero il consueto gesto di dedica, la cui destinataria era ormai nota a tutto il mondo.
Le telecamere si spostarono sulla panchina blaugrana, ma Tsubasa Ozora non era visibile, coperto in gran parte da due giocatori in piedi.
L’intervista della sera prima aveva chiarito a tutta la squadra i motivi della stagione critica del giocatore e, quando era apparso sul megaschermo Misaki con la sua dedica alle tribune, due dei suoi compagni di panchina, vedendo la sua faccia, si erano alzati per nascondere alle telecamere il loro giovane amico…

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Capitolo ventiduesimo – Duello al Camp Nou

Copertina D'amore e d'ombra


“Ed è gooooooooool!!!!!!!!!!!!!!!!!”, gridò l’altoparlante, mentre la metà dello stadio vestita di bandiere blu esplodeva in un fragoroso boato.
Segnare per primi al Camp Nou era una scossa di adrenalina.
Taro Misaki, appena liberatosi dall’abbraccio dei suoi compagni di squadra, fece quello che tutti si aspettavano, ovvero il consueto gesto di dedica, la cui destinataria era ormai nota a tutto il mondo.
Le telecamere si spostarono sulla panchina blaugrana, ma Tsubasa Ozora non era visibile, coperto in gran parte da due giocatori in piedi.
L’intervista della sera prima aveva chiarito a tutta la squadra i motivi della stagione critica del giocatore e, quando era apparso sul megaschermo Misaki con la sua dedica alle tribune, due dei suoi compagni di panchina, vedendo la sua faccia, si erano alzati per nascondere alle telecamere il loro giovane amico…

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Capitolo ventunesimo – Il cuore diviso in due

Copertina D'amore e d'ombra


“E tu cosa diavolo ci fai qui?”, esclamò Yukari sbalordita.
Koshi Kanda, campione nazionale dei pesi medi, sedeva nella tribuna principale del Camp Nou, tra la folla dei tifosi, in attesa del fischio d’inizio.
“Ero in Spagna per un incontro. Ti pare che potevo mancare?”, rispose sarcastico il pugile.
Ai tempi delle scuole medie, Kanda aveva sfidato Tsubasa per amore di Sanae e il numero 10 lo aveva inaspettatamente messo al tappeto.
Yukari alzò gli occhi al cielo. Ci mancava solo lui, pensò.
Il gruppo della nazionale olimpica giapponese prese posto vicino a Yukari.
Il morale era a terra.
“Non la vedo”, disse Yayoi, “Forse non è nemmeno venuta… Dev’essere una partita terribile per lei”.
“Sono sicura che c’è”, disse Kumi.
“La carta degli amanti, dicevano i tuoi tarocchi…”, disse pensierosa Yayoi.
Kumi la guardò sorpresa.
“Questa storia non ha senso!”, commentò decisa, “Io non ho mai visto nessuno innamorato come Tsubasa!”…

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Capitolo ventesimo – Un’ombra per sempre sarai

Copertina D'amore e d'ombra


Tsubasa si sentiva con la testa annebbiata, come se avesse dormito per un secolo.
Senza aprire gli occhi, si rese conto di essere a casa sua, a Barcellona.
Allungò la mano nel letto e incontrò una schiena nuda. Nel dormiveglia le si avvicinò e le diede un bacio.
“Sanae, vieni qui”, bisbigliò…

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Capitolo diciannovesimo – E Artù dichiarò guerra a Lancelot

Copertina D'amore e d'ombra


A Barcellona erano soddisfatti. Nonostante il loro numero 10 fosse acciaccato e il suo sostituto orientale fosse in cattiva forma, erano riusciti lo stesso ad arrivare in finale in Champions League.
Sarebbe stata una vera sconfitta altrimenti, visto che la partita si sarebbe giocata al Camp Nou.
L’altra finalista, reduce da una stagione senza precedenti, era, naturalmente, la squadra della capitale francese: il Paris Saint-Germain.
Azumi Hayakawa arrivò all’aeroporto di Barcellona due giorni prima della finale, per presenziare alla conferenza stampa. Il reportage sulla generazione d’oro era stato un successo e ora non poteva mancare l’ultimo capitolo, quello sullo scontro tra i due partner della leggendaria Golden Combi…

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Capitolo diciottesimo – La dea della vittoria

Copertina D'amore e d'ombra


“Ed è gooooooooooool!!!!!!!!! Strepitoso gol del centrocampista giapponese Taro Misaki!!!!”
All’altoparlante dello stadio fece eco il boato dei tifosi. Sotto il cielo primaverile, il Parco dei Principi sembrò esplodere per quella rete, che regalava al Paris Saint-Germain una supremazia indiscussa e una buona fetta di scudetto.
L’Olympique de Marseille, unico vero rivale, era stato sepolto sotto tre reti, incapace di sostenere il ritmo forsennato del centrocampo parigino, guidato dalla stella venuta dal Sol Levante, il numero 11, Taro Misaki.
Taro fece il gesto di dedica, che ormai i giornalisti conoscevano bene, all’indirizzo delle tribune, e tornò a centrocampo.
Come sempre accadeva, in tribuna vip, tutti si guardarono intorno, alla ricerca della misteriosa destinataria, ma nessuno sembrava rispondere alla dedica del numero 11.
“Secondo me ci prende in giro”, si stizzì un giornalista…

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Capitolo diciassettesimo – Zefiro torna

Copertina D'amore e d'ombra


Azumi Hayakawa era abbastanza soddisfatta.
Il matrimonio di Ishizaki e Yukari le aveva permesso di raccogliere gran parte del materiale che le mancava per il suo articolo.
I ragazzi della medaglia d’oro erano stati tutti molto gentili e il clima di festa aveva contribuito a sciogliere un po’ i loro caratteri così riservati.
Aveva evitato di parlare con Tsubasa, dopo il loro ultimo, bellicoso incontro.
Il capitano della nazionale, peraltro, non sembrava in vena di chiacchiere. Non faceva altro che seguire con lo sguardo Sanae Nakazawa, radiosa come non mai, che sorrideva amabilmente a tutti.
A tutti, tranne che a Taro Misaki.
Non poteva che finire così, pensò Azumi. Era stata solo questione di tempo, ma, alla fine, la scommessa l’aveva vinta.
Di sicuro era il momento peggiore per chiedere a Misaki quella benedetta intervista, ma lei, ormai, non poteva più rimandare. Prese un ampio respiro e si diresse verso il numero 11…

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Capitolo sedicesimo – L’ombra a cui non apparteniamo


Il primo ad arrivare fu Misaki.
Schivò divertito la signora Ishizaki che correva frenetica qua e là per la casa, gridando che Yukari era una santa e che suo figlio aveva bisogno ancora della balia, altro che di una moglie!
“Ryo! Sei pronto o cosa?”, gli gridò da sotto.
“Mia madre ritiene che, se non me lo ricordasse lei, mi dimenticherei perfino di respirare”, spiegò Ishizaki a Misaki che rideva.
“Beh, da oggi puoi contare su Yukari per evitare l’anossia, no?”
“Fai poco lo spiritoso. Yukari ha decisamente un bel caratterino, ma non mi pare che Anego sia da meno”.
Si zittì di colpo. Il gusto della presa in giro aveva prevalso sull’imbarazzo che la situazione gli procurava.
Misaki non era affatto dispiaciuto. La prese come la prima, gentile ed amichevole presa d’atto ufficiale del legame tra lui e Sanae…

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